17/01/2007

La fiera delle ovvietà

Ieri sera, per tirarmi un po’ su di morale, mi sono sparato il film di Scooby Doo. Poi sono andato a letto, la solita mezz’oretta di riflessione, mi sono addormentato. Stamattina sveglia alla solita ora, colazione, camicia, maglione, l' auto, il cartellino, “gionbuorno”, il computer, l’ E-mail, il disegno ecc…
Fuori non fa freddo, ma tutto è bianco. Se la sera esco, guardo il cielo e non vedo le stelle. Da qualche giorno mi chiedo "perché non ci capiamo se parliamo la stessa lingua?"; forse se lo chiede anche Scooby Doo. Domenica pomeriggio ho scoperto che i barman complottano contro il sottoscritto introducendo, a sua insaputa, piccoli, algidi, trasparenti, nonché paralizzanti oggetti cubici nella coca che solitamente si scola alla goccia. In questo modo resto ore al tavolo di legno a fissare un punto, fin quando saturo del tedio accumulato comincio a dimenticarmi di essere sfigato (“meno male che ci sei tu, vita, a ricordarmelo” cit.) e ad abbracciare pensieri meschini. Ho come l’impressione di perdere un sacco di occasioni, ma mi ripeto che è giusto così. Sto lucidando le maniglie del Titanic, e intanto il tempo fugge.

2 comments:

giacomo said...

il vero problema è che a lucidare le maniglie invece del ponte si fa molta meno fatica.
ma va' che mi prende male un sacco questo post.
non quanto blues in sedici quando avevo sedici anni e sedici giorni.
sedici ciao.

Teo said...

Ma ancora alle maniglie??? Ma fatti far un disegno da Di Caprio... Magari ora te lo fa con autocad...
Ciao