03/11/2006

Perdere la faccia parlando d’amore, con il Gobbo al Notre Dame.

Andrò a Parigi e parlerò inglese. Dopotutto chi non s’è mai sentito incompreso una volta nella vita. Incompresi si nasce ovvio; lo si dice dei geni: compresi solo da loro incompresi. Stolti compresi. Forse sarà perché c’è chi riesce a vedere un po’ di amor proprio anche nel più labile dei giansenisti, che qualcuno commenta questo blog spacciandolo per benedizione. Sarà la luce bianca dell’abagiur che sbatte sulla mia giacca bordeaux de le cop sportive a farmi sentire più italiano che comunitario, oppure, come sempre, sarà il diciottenne lituano che mi ruba dal mio sogno preferito a giardinetti di Montmartre? Diciamo entrambe o nessuna; visto che mi piace assopirmi con la luce accesa, ma pretendo essere svegliato da madrelingua francesi.

Si però Eugenio, non fare quella faccia se non hai colto l’essenziale: tutto è lecito sul foglio. La bacchetta la stringo in mano io. Nel senso che dirigo, non certo che insegno.
Ricordo:
Chi sa, fa.
Chi non sa, insegna.
Chi non sa e non fa, coordina.

3 comments:

Teo said...

Volevo scrivere un commento, anzi l'ho già fatto. Ciao

giacomo said...

e invece insegni, insigne. in seno a chi è inviso all'invitato, inviato ad incredibili incursioni nell'inconscio.

oh, figo.

giacomo said...

ah, dimenticavo: incantevole.

era il più importante, soprattutto in un giorno come domani.